Post da Aprile 2009

Il Cerchio Muto

30 Aprile, 2009 · Lascia un Commento

il-cerchio-muto-cover

“Esiste uno spazio circolare ipotetico attorno a due combattenti che si fronteggiano, un cerchio che rappresenta l’area in cui è possibile essere colpiti, una misura che dipende e varia a seconda della lunghezza degli arti, delle braccia e delle gambe, se si parla di una sfida a mani nude, come nel karate, dalla lunghezza delle lame per i duelli all’arma bianca, e così via. Se i due ipotetici cerchi che circondano gli avversari non s’intersecano, entrambi sono al sicuro dagli attacchi. Però non sono nemmeno in grado di colpire…”
Questa è la definizione di Cerchio muto che è anche il titolo dell’ultimo romanzo di Gianfranco Nerozzi, il poeta del brivido nostrano come viene definito da Carlo Lucarelli, che per l’autore rappresenta: “la zona di confine dell’anestesia, la gabbia dove ci si rinchiude quando si perde la voglia di combattere, il non sentire più nulla, il preferire il silenzio alle grida di ribellione.”

Il Cerchio muto è un romanzo complesso sotto vari punti di vista. Complesso perché sfugge a una definizione di genere, raccontando una storia che sfuma tra il thriller e l’horror fino ad arrivare al romanzo generazionale. Complesso nella forma, presentandoci la vicenda dai vari punti di vista dei personaggi, che vivono tra le pagine del libro, e delle loro emozioni e sentimenti. E complesso, infine, nella gestazione, per stessa ammissione dell’autore nella postfazione del libro: concepito come idea embrionale quasi dieci anni fa ma sviluppato adesso, tra fatica ed entusiasmo, e venuto finalmente alla luce “come una creatura oscura fuori da un ventre nero”.

La vicenda può essere idealmente suddivisa in due parti, due indagini complementari e parallele volte a scoprire due misteri, una meramente poliziesca o noir, degna dei maggiori rappresentanti italiani in questa materia, e l’altra  che si tinge di soprannaturale svelando un mistero terribile e struggente.

I personaggi sui quali ruotano queste vicende sono Chiara Monti, vicequestore aggiunto, “moglie senza cuore e madre mancante”, e Franco Negronero, figlio di un poliziotto eroico deceduto in servizio (che il lettore più smaliziato avrà riconosciuto come uno dei personaggi di Immagini Collaterali), bel tenebroso e “miracolato del sabato sera”. Tra i due ruotano gli equilibri e i disequilibri del libro insieme a un terzo importante personaggio che è il motore della vicenda: Clorinda Mastri, bellissima e fragile adolescente che si ribella alla soffocante e morbosa protezione paterna di Saverio Mastri, l’artista sciamano. 

La prima indagine, condotta da Chiara Monti, è volta a catturare il pericoloso criminale Vasco Terrano, potente capo di un’organizzazione che ruota intorno alle discoteche, una in particolare che prende il nome di Gehenna (“Un’esperienza, un delirio dei sensi, la partecipazione a un rito che si perdeva nella notte dei tempi”), e allo smercio di droga (per l’occasione l’autore ne conia una del tutto nuova che prende il nome di “mistura”) e alle corse automobilistiche clandestine.

La seconda indagine, condotta invece da Franco Negronero, procede invece a far luce sulla morte violenta di Clorinda, violentata brutalmente e poi uccisa in un incidente stradale, e del suo fantasma che ritorna, rivelando una luce inquietante su alcuni particolari incidenti stradali.

Il Cerchio Muto parla delle stragi del sabato sera con i suoi numerosi morti, con il sangue e il metallo fusi insieme, con forti suggestioni da Crash di Ballard, qui visti come un ipotetico sacrificio a una misteriosa entità malefica; analizza il tema del doppio (Clorinda e la sua gemella eterica, Franco e la sua nemesi Vasco Terrano, le maschere di Saverio Mastri per celebrare la morte della figlia); riflette sul rapporto genitori e figli (Chiara e la sua piccola figlia, Franco e il padre morto) sull’adolescenza e sulla religione (attraverso il punto di vista di padre Cristoforo, altro interessante personaggio del libro, e la sua missione per riabilitare i sopravvissuti agli incidenti stradali).

La narrazione è sempre fluida ed evocativa, e anzi a tratti è forse troppo densa con molte spiegazioni scientifiche e molti spunti che potrebbero disorientare il lettore. Non mancano i giochi di citazioni letterari (L’uomo che ride di Victor Hugo, La Metà Oscura di Stepen King), cinematografica (Fearless di Peter Weir e tanti altri) e musicali (Pink Floyd e The Mastema fra tutti) e di autocitazioni al suo mondo narrativo personale (La Creta Oscura, Ogni respiro che fai).

Alla fine dei conti, Il Cerchio Muto è un buon romanzo, forse non ai livelli di altre opere dell’autore, che si rivolge anche al lettore non appassionato di genere raccontando una vicenda attuale e molto vicina alla nostra quotidianità.

Da Horror Magazine

Categorie: Libri

Intervista a Francesco Dimitri

29 Aprile, 2009 · Lascia un Commento

laragazzasogniHo intervistato per Horror Magazine Francesco Dimitri, scrittore ed esperto di letteratura fantastica magia e paranormale.

Dai suoi quattro saggi, ai romanzi La ragazza dei miei sogniPan, Dimitri è senza dubbio una delle voci più brillanti nel panorama della lettura fantastica italiana.

Nell’intervista ci parla dei suoi libri, dei suoi interessi e delle idee per i suoi progetti futuri.
Potete leggerla qui.

Categorie: Articoli

Dark Circus

11 Aprile, 2009 · Lascia un Commento

copertinadark_2

 

A sei anni di distanza dall’esordio con Alla fine della notte il bolognese Stefano Fantelli ritorna con un’altra antologia di racconti che vanno a completare la sua personalissima visione di autore. Dark Circus ci propone una gamma di storie che abbracciano il noir, il thriller, l’horror e il pulp descritti con uno stile lucido e consapevole, che Fantelli coltiva da genuino artigiano, dal gusto fiabesco alla Dino Buzzati e di derivazione fumettistica nello stile di Tiziano Sclavi.

Un caleidoscopio di personaggi, una carovana di antieroi sotto l’ombra di un circo oscuro, che è il filo conduttore dei racconti del libro: fate, lupi mannari, extraterrestri, mostri e molti altri personaggi atipici si danno il cambio in queste crudeli e surreali storie che prendono strade impreviste e imprevedibili.

E’ un mondo fatto di poesie, canzoni, richiami cinematografici e fumettistici quello descritto nei racconti di Dark Circus, tutti di buona qualità e accomunati da temi, suggestioni particolari e personaggi ricorrenti. Si va dal tema dei cutters, quegli individui che usano praticarsi lesioni, mutilazioni e tagli sul corpo, affrontato in Lasagne, mascarpone e sangue e ripreso poi in E lo chiamerai Coltelloaffilato, all’umorismo nero e crudele di Sorpresa, Su quella volta che traslocai nel mio gomito e L’Odore, il racconto preferito nientemeno che da Carlo Lucarelli che ne firma anche la nota introduttiva. Si passa poi dai divertenti e schizzati reietti di Morte a 9 euro e 20 alle bellissime e crudeli donne di Bambine Cattive o alle inquietanti fate di Mema, per finire poi con i mostri teneri e disgustosi di Solo per il tuo occhio o con i giovani darkettoni malinconici di Amori con la faccia da clown.

Lo stile dei racconti alterna tra il surreale e l’ironico, tra il poetico e il grandguignolesco, tra il pop e il nonsense mentre i punti di vista prediligono spesso la prima persona singolare ma trova spazio anche un esempio di interessante ibrido tra  sceneggiatura cinematografica-fumettistica e racconto vero e proprio.

In definitiva Dark Circus si rivela un’ottima lettura piena di spunti e trovate originali di uno scrittore che ci piacerebbe vedere ulteriormente alla  prova, magari questa volta su un romanzo.

Da HorrorMagazine

 

 

Categorie: Libri